mercoledì 4 dicembre 2013

RIVALUTAZIONE DELLE QUOTE DI BANCA D’ITALIA: LA PIU’ GRANDE TRUFFA DEL SECOLO

Ad un certo punto bisogna chiamare le cose con il loro nome: sarò pure un “populista” (e confermo di esserlo con grande orgoglio ed immenso disprezzo per chi cerca di denigrare coloro che fanno attività politica a favore dei “popoli” e non ad esclusivo beneficio di ristrette “èlite oligarchiche”), “arruffapopoli”, “masaniello dei poveri”, ma quello che sta avvenendo oggi in Italia non può essere definito diversamente da “crimine contro la nazione”, “alto tradimento”, “saccheggio”, “vandalismo istituzionale ed istituzionalizzato”. Ho sempre guardato con sospetto quei movimenti detti “signoraggisti” che vedono esclusivamente nella proprietà del denaro l’unico strumento per ridare dignità ai popoli, perché credo fortemente che non sia tanto la proprietà del denaro la vera discriminante fra una democrazia compiuta e una dittatura di fatto, quanto l’utilizzo che viene fatto del denaro e della politica monetaria in genere. Una banca centrale può essere pure privata, ma se poi le sue scelte di politica monetaria vengono subordinate alle direttive che arrivano dal governo democraticamente eletto e indirizzate al benessere dell’intero paese, a me può stare pure bene che qualche “grasso banchiere privato” si ingozzi con le “briciole del signoraggio”. Ma qui in Italia abbiamo abbondantemente sorpassato ogni limite di decenza, dando persino adito alle inutili rivendicazioni dei “signoraggisti”.



Innanzitutto chiariamo per l’ennesima volta che se quando parliamo di “signoraggio” sulle banconote (3% di tutta la massa monetaria circolante, costituita per il resto principalmente da depositi bancari) ci riferiamo alla sola differenza fra il costo di stampa delle banconote e il loro valore nominale, e considerando che come si evince dall’ultimo bilancio della BCE, le banconote in circolazione nell’eurozona sono circa €839,5 miliardi (l’8% spetta alla BCE, mentre il restante 92% viene distribuito tra le varie banche centrali nazionali BCN), capiamo bene che con una “ridicola potenza finanziaria” pari a circa il 6,5% del PIL dell’area euro, i “grassi banchieri” non potrebbero mai comandare l’intero continente, come stanno effettivamente facendo oggi. Se invece utilizziamo una definizione più raffinata di signoraggio (“distribuzione del reddito della BCE derivante dalle banconote in euro in circolazione e del reddito netto della BCE sul portafoglio acquistato nel quadro del programma per il mercato dei titoli finanziari”, come riportato nelle note integrative allo stesso bilancio), allora stiamo parlando del profitto derivante dallo scarto di interesse fra attività finanziarie (acquistate durante le operazioni di mercato aperto mediante le riserve bancarie create dal nulla) e depositi di riserve presso la stessa banca centrale (perché ormai abbiamo imparato che le riserve non escono mai dai confini della banca centrale e al massimo possono essere depositate, investite o prestate ad altre banche), allora possiamo stare tranquilli, perché siamo lontani anni luce dal nostro obiettivo di capire cosa sta succedendo. Per due motivi: primo il risultato lordo della BCE per il 2012 è “soltanto” di 2 miliardi e 164 milioni di euro, e secondo, €998 milioni dell’utile netto viene conferito alle banche centrali dell’area euro, mentre il resto viene accantonato a riserva. Briciole appunto.


Tolta di mezzo la superficiale questione “signoraggista”, andiamo ad esaminare invece quale sia la ragione principale della truffa comminata ai danni dei cittadini e della nazione italiana tutta dal governo di Enrico Letta, su istigazione del ministro dell’economia e delle finanze Fabrizio Saccomani (guarda caso ex direttore generale di Banca d’Italia e membro del CDA della Banca dei Regolamenti Internazionali con sede a Basilea), in combutta con l’attuale governatore di Bankitalia Ignazio Visco. Partiamo da una premessa: Banca d’Italia è una delle 17 banche centrali nazionali che aderiscono al sistema SEBC della BCE, quindi è l’autorità monetaria più indipendente e autonoma che possa esistere sul pianeta, non potendo per statuto finanziare direttamente il proprio governo o avere alcun collegamento politico-istituzionale con lo stesso. Tranne l’elezione del governatore, che avviene su esplicita proposta e indicazione del Consiglio superiore della banca centrale (articolo 17 dello Statuto), i politici non hanno alcuna influenza nelle attività strettamente tecniche o istituzionali di Bankitalia.


La proprietà della banca centrale è al 95% privata, anche se l’istituto viene ipocritamente definito di diritto pubblico, perché si è appropriato giuridicamente di un’attività regolamentata per legge: l’emissione della moneta (sotto forma di banconote e riserve bancarie). Siccome noi siamo obbligati per legge dal corso forzoso ad accettare l’euro come moneta di stato, la Banca d’Italia che ha l’esclusivo privilegio di emettere le banconote e le riserve elettroniche in euro, malgrado la sua proprietà e funzione privatistica, ha acquisito nel tempo una chiara posizione dominante nell’assolvimento di un diritto pubblico. I banchieri privati si sono gradualmente, con il tacito consenso o l’approvazione unanime di tutti i politici, impossessati di un istituto giuridico pubblico, la moneta, cercando di ricavarne nel corso del tempo un maggiore profitto privato. Come dire che una società idrica o una clinica privata dichiara di essere un’istituzione di diritto pubblico perché grazie a particolari intrecci e favori politici è riuscita ad occuparsi della gestione di un bene pubblico (l’acqua o la salute). Un controsenso insomma, perché un’istituzione o è pubblica (nel senso che non è orientata ai profitti ma a garantire un diritto della cittadinanza) o è privata (nel senso che antepone il raggiungimento del profitto al benessere dei cittadini). E Bankitalia da questo punto di vista è assolutamente privata, perché antepone il profitto dei suoi azionisti banchieri (inflazione bassa, dividendi, prestiti agevolati agli amici della cricca) a quello dei cittadini (occupazione, bassa tassazione, regolarità del credito a famiglie e imprese).


Tuttavia, questo esproprio di fatto della funzione monetaria un tempo subordinata al governo democratico, fino ad oggi veniva quantomeno ricompensato versando gran parte degli utili di gestione alle casse dello Stato (e per come viene gestita oggi una banca centrale, gli utili sono sempre assicurati, mentre è praticamente impossibile avere delle perdite). Da oggi invece, tramite la scandalosa proposta di trasformare Banca d’Italia in una public company, anche gran parte di questi utili verranno veicolati verso gli azionisti bancari privati. Ma vediamo nel dettaglio cosa si nasconde dietro questa incredibile truffa legalizzata, spulciando il documento riservato redatto da tre consulenti di Banca d’Italia (tra cui uno è il famigerato ex-presidente del consiglio fantoccio della Grecia Lucas Papademos, governatore della banca centrale ellenica ai tempi dei trucchi di bilancio organizzati insieme a Goldman Sachs per fare rientrare il paese nei parametri di Maastricht: con un consulente così siamo in una botte di ferro!!!). Innanzitutto partiamo dall’assetto proprietario attuale, che viene diviso in quote fittizie per un valore complessivo del capitale sociale simbolico di €156.000, di cui Banca Intesa, Unicredit e Assicurazioni Generali insieme detengono quasi il 60% del totale (guarda tabella sotto). Il fatto che si sia creata una tale concentrazione di capitale sociale in pochi grandi gruppi dipende dal processo di trasformazione e fusioni successive avvenute nel sistema bancario italiano a partire dai primi anni novanta.





In base alle rispettive quote e al valore nominale delle stesse, secondo quanto disposto dall’articolo 39 dello Statuto, i dividendi dovuti agli istituti finanziari e assicurativi privati ammonterebbero al 10% dell’intero capitale sociale, ovvero a soli €15.600. Il resto dell’utile netto (€2,5 miliardi nel 2012) viene invece ripartito fra accantonamenti a riserve statutarie (€1 miliardo) o girato direttamente al ministero del Tesoro (€1,5 miliardi). Considerando che l’utile lordo è stato di poco superiore a €7 miliardi e considerando la quota versata in anticipo al fondo rischi generali, ciò significa che allo Stato entrano all’anno all’incirca altri €2 miliardi di tasse sugli utili. In totale €3,5 miliardi sono entrati nelle casse dello Stato nel 2013. Una bella somma, che giustifica le enormi pressioni dei banchieri sul governo per accaparrarsi una fetta molto più grande del bottino. Infatti i banchieri erano già riusciti ad inserire un comma all’articolo 40 dello Statuto, secondo cui oltre ai risibili dividendi figurativi di cui sopra, spettavano agli azionisti privati altri dividendi aggiuntivi pari ai profitti degli investimenti del valore massimo del 4% delle riserve detenute nell’anno precedente (per il 2012 l’aliquota è stata piuttosto bassa, 0,5%, che tradotta in soldoni significano €70 milioni regalati alle banche). Dato il contesto istituzionale e politico favorevole (dall’inizio della crisi del 2011 i banchieri sono riusciti ad infiltrare nei governi tecnici Monti e Letta una quantità considerevole di propri dirigenti, affiliati e simpatizzanti) e la situazione di emergenza in cui versa l’Italia, era chiaro che fosse arrivato il momento di sferrare l’attacco decisivo.


Vediamo quindi qual è in sintesi la proposta dei banchieri. Innanzitutto si partirebbe con la già nota rivalutazione del capitale sociale, che ricalcolato in base ai flussi di reddito che esso genera, si collocherebbe in un intervallo compreso fra i €5 e €7,5 miliardi. Questi soldi verrebbero spostati contabilmente dalle riserve di Banca d’Italia, prendendo a pretesto il fatto che le banche per 14 anni di fila non hanno sfruttato fino in fondo le potenzialità dell’articolo 40, utilizzando sempre un valore di riserve investite inferiore al 4%. Come dire, non solo ti faccio annualmente un regalo, ma tu adesso pretendi pure di farmi pesare la colpa che non fosse all’altezza delle tue aspettative (quando si tratta di banchieri, a caval donato si guarda eccome in bocca!!! E se i denti non sono perfetti come dicono loro prima o dopo ti tocca pure pagare cara la tua generosità!!!). Inoltre verrebbe fissato un limite del 5% alle quote possedute da ogni singolo azionista e a coloro che adesso o in futuro si ritrovassero con quote in eccesso verrebbe concesso un periodo di tempo prestabilito per sbarazzarsene, vendendole ad “investitori istituzionali con un orizzonte di lungo periodo” (definizione generica che significa tutto e niente, ma alla fine si riduce a privilegiare i ben noti colossi finanziari mondiali “too big to fail” tipo Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan, Barclays, Deutsche Bank etc etc).


In pratica si verrebbe a creare un vero e proprio mercato internazionale delle quote di Banca d’Italia, difficile se non impossibile da gestire e monitorare (se Goldman Sachs acquisisce o scala un altro azionista, chi si deve prendere la briga di obbligarla a cedere le sue quote in eccesso?), a cui potrebbero accedere soltanto gli istituti finanziari abilitati ed autorizzati (come avviene oggi con il consorzio degli “specialisti” in acquisto di titoli di stato). Insomma quel tipo di “libero mercato” che piace tanto ai banchieri, in cui il grado di libertà viene deciso dalla grandezza dei partecipanti: “più sei grande e più sei libero” (alla faccia di Adam Smith e dei suoi sedicenti epigoni liberisti!!!). In nessun altro contesto internazionale esiste un mercato regolamentato delle quote di partecipazione al capitale di una banca centrale, dato che queste ultime rappresentano ovunque una semplice certificazione azionaria fittizia che non può essere trasferita, venduta, prestata, acquistata. L’Italia sarebbe all’avanguardia in questo settore, visto che il progetto in questione prevede chiaramente che le quote siano “facilmente trasferibili e in grado di attrarre potenziali acquirenti”. La smania di incentivare l’arrivo di capitali esteri ha contagiato pure uno dei settori in cui la presenza straniera non è affatto necessaria (gli stranieri sanno per caso “stampare” le banconote meglio di noi? O azionare i computers dei funzionari della banca centrale in maniera innovativa?) e creerebbe invece dei paradossi difficilmente risolvibili senza innescare infiniti intoppi diplomatici ed istituzionali: cosa succederebbe se un giorno Banca d’Italia diventasse interamente di proprietà straniera? Potrebbero istituti finanziari esteri pretendere tutto l’oro e il patrimonio accumulato da Banca d’Italia in passato, grazie soprattutto ai privilegi di gestione concessi dallo Stato italiano? Il patrimonio di Banca d’Italia è pubblico o privato? Non sono stati gli italiani e il loro ligio rispetto della lex monetae di Stato a garantire a Banca d’Italia di incrementare nel tempo le sue proprietà e ricchezze? Un ginepraio inestricabile, che giustifica il fatto che nei paesi più civili ed evoluti del mondo la proprietà della banca centrale è interamente pubblica e anche nei casi di proprietà privata, nessuno ha mai osato tanto quanto gli italiani oggi in termini di privatizzazione.


Tuttavia, quando si comincia con la sudditanza e il servilismo nei confronti dei poteri forti, si sa da dove si parte ma non si può mai prevedere dove si arriva, dato che ogni politico o tecnocrate vorrebbe fare sempre di più per dimostrare quanto è “suddito” e “servo”, a prescindere dalle conseguenze disastrose e spesso controproducenti del suo operato, per gli stessi interessi privati che si vorrebbero avvantaggiare. E’ come se dovessero alla fine intervenire sempre i “padroni” per chiedere allo “schiavo” di essere meno zelante e servizievole, perché in caso contrario potrebbe mandare all’aria l’intero progetto. Un progetto, quello della ridefinizione dell’assetto proprietario di Bankitalia, che se attuato in tempi brevi consentirebbe al Governo dei Banchieri di raggiungere tre importanti obiettivi in un colpo solo: incassare una tassa una tantum sulle plusvalenze della rivalutazione pari a circa €1,5 miliardi, utile a coprire il mancato gettito per il 2013 dell’IMU sulla seconda casa, migliorare la situazione patrimoniale dei disastrati istituti bancari italiani in vista degli stress test che la BCE condurrà per tutto il 2014, fornire annualmente maggiori dividendi complessivi alle banche private azioniste (italiane e straniere). Analizzando un punto alla volta di questo programma, ci accorgeremo presto che ogni passaggio equivale ad un guadagno certo per loro banchieri e ad una perdita netta per noi cittadini.


Lo Stato incasserà subito €1,5 miliardi da utilizzare soltanto per un anno a copertura di un mancato gettito, privandosi però per tutti gli anni futuri di un sicuro introito derivante dalle tasse e dalla redistribuzione degli utili di Banca d’Italia. E’ lo stesso tipo di errore che si commette quando si vogliono utilizzare i proventi delle privatizzazioni (un asset strategico in conto capitale che produce rendimenti certi) per abbattere magari debiti di medio e breve periodo (che invece, in una logica di contabilità spicciola, dovrebbero essere ridotti utilizzando le entrate in conto corrente). In questo modo, una volta abbattuto tutto o parte di quel debito, lo Stato si ritroverebbe senza un asset, senza un rendimento certo, e senza essere neppure riuscito ad estirpare la vera causa da cui si originava quel buco di bilancio, che qualora dovesse riaprirsi avrebbe ora minori possibilità di essere rimarginato. Perché non solo lo Stato avrà un patrimonio minore a garanzia di quel nuovo debito ma anche meno entrate nel suo conto economico per equilibrare le uscite e le eventuali perdite di esercizio. Inoltre, ogni volta che si fanno questo tipo di operazioni malsane, bisognerebbe quantomeno fare un confronto fra i rendimenti attivi dell’asset che si vuole privatizzare (che possono essere anche figurativi, come i mancati costi di affitto di un edificio pubblico) e gli interessi passivi del debito che si vuole ridurre. Se i primi sono superiori ai secondi, la privatizzazione non ha alcun senso, perché conviene pagare gli interessi passivi e incassare annualmente la quota marginale di profitto. Cosa che sta puntualmente accadendo con il fallimentare e scandaloso piano di privatizzazioni del governo Letta chiamato beffardamente “Destinazione Italia”, che toglierà allo Stato assets strategici, rendimenti certi dell’ordine del 7%, per ripagare una parte minima del montante di debito (circa €12 miliardi), da cui scaturiscono mediamente interessi passivi del 4%. Ogni anno quindi lo Stato perderà il 3% di quei €12 miliardi, ovvero €360 milioni, che dovrà recuperare mettendo altre tasse o facendo altri tagli ingiustificati alla spesa pubblica sociale. Grazie Letta e Saccomanni, ci ricorderemo di voi al momento di stendere la sentenza di accusa per “alto tradimento della Patria”.                   


Andiamo al secondo punto, la questione controversa della patrimonializzazione delle banche, che è all’origine di tutti i problemi attuali dei paesi europei. Come già sappiamo, nell’eurozona si è già deciso da tempo che i costi della cattiva gestione dei banchieri devono essere pagati dai cittadini, con ingarbugliati accordi intergovernativi o fraudolenti schemi di salvataggio pubblico (Fiscal Compact, MES, bail in e bail out, prelievi forzosi etc). Anche nel caso della rivalutazione del capitale sociale di Banca d’Italia la musica non cambia, perché quei €7 miliardi di aumento di capitale, che i banchieri si ritroveranno spalmato come per magia sui loro bilanci, deriva da un fondo di riserve che in teoria (ma anche in pratica) è di proprietà dello Stato e dei cittadini italiani. Sono infatti lo Stato e i cittadini italiani (questi ultimi come sempre a loro insaputa) ad avere concesso negli anni alla Banca d’Italia il privilegio di emettere la moneta legale a corso forzoso, senza il quale l’istituto nazionale di Palazzo Koch non avrebbe mai potuto registrare utili o creare riserve statutarie. Siamo alle solite insomma, il Governo dei Banchieri cerca di mascherare una chiara operazione di salvataggio pubblico delle banche, con nomi più o meno evocativi di altro: rivalutazione delle quote di Banca d’Italia non significa altro che spostamento fisico e contabile di un tesoretto degli italiani nelle casse delle banche private. Qualora un giorno lo Stato italiano volesse procedere alla sacrosanta e legittima nazionalizzazione della sua banca centrale, per mettersi al passo con i paesi europei più grandi ed evoluti (Germania, Francia ed Inghilterra) e allontanarsi dalla condizione di colonia del Terzo Mondo, dovrebbe conferire ai banchieri privati ben €7 miliardi di regali ed elargizioni per riacquistare tutte le quote azionarie circolanti. Insomma i banchieri si sono già messi il ferro dietro la porta, nell’improbabile caso in cui agli italiani dovesse un giorno venire un insperato (e alquanto provvidenziale) impeto di orgoglio e amore nazionale.


Inoltre quelle quote un tempo simboliche e fittizie, con la rivalutazione diventerebbero concreti e reali attestati di proprietà, che potrebbero porre diversi contenziosi o interrogativi in caso di liquidazione della Banca Centrale: chi sarebbero i proprietari dei €100 miliardi e oltre di riserve valutarie e auree, lo Stato o i banchieri? E i €23 miliardi di riserve statutarie invece? Visto che proprio da queste ultime sono stati ricavati i €7 miliardi di rivalutazione, sembrerebbe che le banche private abbiano ad oggi maggiori diritti di proprietà rispetto allo Stato riguardo al patrimonio di Banca d’Italia e potrebbero sfacciatamente rivendicare questo diritto in qualsiasi momento futuro (magari richiedendo una nuova ricapitalizzazione dell’Istituto per ripianare i loro buchi di bilancio). E non abbiamo ancora parlato dell’enorme conflitto di interessi che vede i controllati proprietari dell’ente controllore di vigilanza. Ed è qui che entra in ballo il più sfrontato raggiro dell’opinione pubblica, perché questa intollerabile ambiguità viene definita la maggiore garanzia di imparzialità, autonomia ed equidistanza dell’istituto di sorveglianza, dato che, testuali parole, “non va alterato l’equilibrio che ha assicurato l’indipendenza dell’Istituto, preservandone la capacità di resistere alle pressioni politiche”. Prendendo ad esempio gli Stati Uniti e la Federal Reserve come massimo modello di efficienza dell’azionariato privato all’interno dell’ente di vigilanza bancaria (senza citare però minimamente i disastri della crisi finanziaria dei subprime del 2008, avvenuti anche grazie ad un controllo quasi inesistente della Federal Reserve sull’operato delle grandi banche private sue proprietarie).


Ma che cos’è questa se non una burla? Sappiamo già che i Trattati di Maastricht impediscono a monte qualsiasi influenza dei politici sull’operato della banca centrale, sia in termini finanziari (impossibilità di acquisto diretto di titoli di stato o di scoperti sul conto di tesoreria) sia in termini operativi (incapacità di fissare il tasso di interesse di riferimento o di regolamentare il sistema del credito). Quindi che bisogno c’è di blindare l’autonomia e l’indipendenza della banca centrale dal governo, ricorrendo all’azionariato privato? Prova ne è il fatto che la Bundesbank e la Banque de France sono interamente pubbliche, eppure né Hollande né la Merkel né l’ultimo dei politici tedeschi o francesi avrebbe oggi la capacità di influire anche lontanamente sulle scelte di politica monetaria dei rispettivi istituti centrali. Mentre il modello degli Stati Uniti è completamente fuori luogo per fare un paragone con gli stati non più sovrani dell’eurozona, perché sappiamo che la Federal Reserve benché di proprietà privata è obbligata ad indirizzare le proprie decisioni di politica monetaria in base alle esigenze del Governo, che può in qualunque momento modificare per decreto l’operatività della banca centrale (l’innalzamento del tetto del debito pubblico è l’ultimo caso di tale tipo di intervento). Gli americani non immaginano nemmeno che sia possibile interrompere drasticamente il collegamento e il coordinamento fra politica monetaria della banca centrale e politica fiscale del governo, come è avvenuto qui in Europa con l’adesione ai trattati comunitari. E a differenza dei governatori delle banche centrali dell’eurozona, il governatore della Federal Reserve è obbligato per legge a riferire periodicamente presso il Congresso per dimostrare la bontà del suo operato. Si tratta insomma di un’autonomia e indipendenza vincolata al benessere dell’intera nazione, perché la banca centrale è sì autonoma ed indipendente dal governo (e anche privata), ma può mantenere inalterato questo assetto solo fino a quando la sua attività non interferisce con quella del governo e riesce a migliorare effettivamente le condizioni economiche e finanziarie del paese (inflazione, occupazione, tassi di crescita). In caso contrario la politica interviene eccome sull’operato del governatore della Federal Reserve, potendone in casi eccezionali richiederne la rimozione anticipata dal suo incarico.


Un’impostazione di massima che qui da noi, nel magico mondo di eurolandia, è categoricamente esclusa, dato che la tecnocrazia bancaria è del tutto svincolata per trattato dall’influenza politica. Nessun politico può imporre ad un governatore cosa fare e chiedere conto e ragione del suo operato, mentre la situazione opposta è incredibilmente ammessa: il governatore di Banca d’Italia o della BCE può indicare ai singoli governi quali sono le migliori (migliori per chi non è dato sapersi) ricette di politica fiscale ed economica da applicare nei rispettivi paesi (riforme del mercato del lavoro e del sistema pensionistico, privatizzazioni, liberalizzazioni, livello di pressione fiscale e mantenimento dei conti pubblici). E la famigerata lettera del 5 agosto 2011 inviata dai banchieri centrali Draghi e Trichet al governo Berlusconi è il più fulgido esempio di ingerenza diretta della tecnocrazia sovranazionale negli affari politici nazionali degli organismi democraticamente eletti. E non sarà un caso che tutti i governi che si sono succeduti in Italia da quel momento ad oggi stanno continuando ininterrottamente ad applicare le misure di austerità “caldamente” suggerite dai governatori delle banche centrali. Un’eventualità assolutamente esclusa negli Stati Uniti, dove il governatore della Federal Reserve non si sognerebbe mai di mettere bocca nelle decisioni di politica fiscale del Congresso o del Governo. Il confronto quindi fra l’azionariato privato della Federal Reserve e quello di Banca d’Italia è del tutto inappropriato, mentre con questa riforma noi ci avvicineremmo più che altro ai sistemi privatistici utilizzati in Belgio e in Grecia (non proprio due fari di innovazione, sviluppo e modernità nel panorama internazionale), allontanandoci invece pericolosamente dai modelli più equilibrati ed evoluti di Francia, Germania ed Inghilterra.


Ma è proprio questo il nodo più spinoso della questione. L’Italia ha già deciso di uscire dal novero dei paesi egemoni in Europa, autoriducendosi al grado di protettorato e colonia (sulla scia di Grecia e Belgio), oppure esiste ancora qualche possibilità di riscatto per il nostro paese? I nostri politici sono davvero così incapaci e incompetenti da svendere in pochi anni tutto il nostro notevole patrimonio economico e geopolitico agli stranieri, oppure esiste ancora un modo per liberarci da questi impostori collaborazionisti e mercenari? Stando alla cruda realtà dei fatti, pare che il destino dell’Italia sia già stato scritto e segnato da tempo, e nel nostro paese ormai la tecnocrazia bancaria abbia preso il sopravvento e incorporato l’intera classe politica e dirigente. Non si spiegherebbe altrimenti la tracotanza con cui viene ribadito nel documento di Banca d’Italia che bisogna “evitare che si dispieghino gli effetti negativi della legge n. 262 del 2005, mai attuata, che contempla un possibile trasferimento allo Stato della proprietà della Banca”. Per carità, non dobbiamo ambire a diventare come Francia, Germania, Inghilterra, ma rassegnarci a ridurci come Belgio e Grecia. Solo per la cronaca, la legge n. 262 del 2005 prevedeva che entro tre anni dalla sua entrata in vigore le quote di partecipazione a Banca d’Italia possedute da istituti privati venissero trasferite allo Stato o ad enti pubblici. Ma, oltre ad essere ignorata, ci pensarono Prodi, Napolitano, Padoa Schioppa, Draghi (il quartetto di Quisling più pericoloso del paese) già nel 2006 a modificare l’articolo 3 dello Statuto di Banca d’Italia per vanificare l’attuazione della legge e rendere legittima la presenza di azionisti privati nel capitale sociale della banca centrale.


Ma veniamo adesso all’ultimo punto cruciale della riforma, quello del rendimento garantito da corrispondere agli azionisti privati. Prendendo spunto dalle regole utilizzate negli Stati Uniti e in Giappone (due esempi come abbiamo detto del tutto inopportuni), il tasso di dividendo verrebbe fissato al 6% del nuovo capitale sociale rivalutato, ovvero ben €420 milioni annui nel caso in cui quest’ultimo fosse ampliato a €7 miliardi. Una bella differenza dai €70 milioni attuali, che verrebbe sottratta direttamente alle casse dello Stato per un ammontare di €350 milioni annui. I banchieri insomma con un investimento iniziale di €1,5 miliardi, ammortizzabile in soli quattro anni, si assicurerebbero una rendita perpetua di posizione di €420 milioni annui, con un valore di riscatto del capitale di €7 miliardi. Chi, sano di mente, non farebbe mai un investimento simile? E viceversa, quale politico veramente interessato al bene del proprio paese priverebbe i propri cittadini di una rendita che gli spetta di diritto per regalarla ai banchieri nazionali e internazionali? La risposta è presto trovata: Saccomanni e Letta stanno facendo questo all’Italia, perché il primo non nasconde neppure di fare gli interessi dei banchieri essendo un banchiere lui stesso, e il secondo ormai è troppo impelagato negli intrecci di palazzo e nella difesa dei suoi interessi personali per pensare seriamente al bene dei propri connazionali. Fermarli ormai appare umanamente impossibile perché l’enormità del saccheggio che stanno mettendo in pratica ai nostri danni è così elevata da impedire qualsiasi capacità di reazione. E’ come se noi tutti fossimo stati paralizzati da un sortilegio di immani proporzioni, dato che ci infuriamo quando un politico spende poche migliaia di euro di soldi pubblici per offrire una cena galante agli amici (cosa riprovevole per carità, ma risolvibile con un aumento dei controlli e il lavoro della magistratura e degli organi inquirenti), ma non riusciamo a vedere i miliardi di euro di patrimonio pubblico e privato che ci vengono inesorabilmente sottratti davanti ai nostri occhi con le privatizzazioni, le svendite, i fondi di salvataggio europei, le misure di austerità, la micidiale menzogna del pareggio di bilancio e della legge di stabilità (stabilità di un cimitero, come ha scritto il Wall Street Journal qualche tempo fa).


Letta e Saccomani in fondo stanno portando fino alle estreme conseguenze il loro ruolo di Quisling, ma purtroppo siamo noi cittadini che non stiamo rispettando per niente il nostro compito di sentinelle della democrazia e garanti del futuro dei nostri figli. Ci meritiamo tutto questo e anche peggio, visto che il nuovo che avanza (Renzi) ha nella sua agenda politica personale il proposito di continuare l’opera di demolizione e saccheggio dei suoi predecessori: riforma del mercato del lavoro in termini di maggiore precarietà e flessibilità (Fornero docet) e attacco diretto al sistema pensionistico, che con l’alibi della riduzione delle pensioni d’oro andrà poi a colpire tutti i bassi e medi redditi previdenziali, perché come ci ricordava il buon Monti è con la massa che si fanno i numeri. Ed è proprio Banca d’Italia in questi giorni a rimarcare che si può fare ancora meglio sulla strada della moderazione salariale, dato che dal 2010 al 2012 la retribuzione media dei lavoratori dipendenti è scesa di soli €64 al mese, passando da una media di €1.328 a €1.264 (una perdita netta annua per lavoratore di €832 euro). Renzi sa bene che per essere “competitivi” come i tedeschi, rimanendo all'interno dell'eurozona, siamo costretti soltanto a puntare sulla svalutazione dei salari, senza dare però ai nostri lavoratori nessuna di quelle garanzie sociali o sussidi statali previsti in Germania. In una parola sola “cinesizzazione” del mercato del lavoro, riduzione della quota salari a beneficio della quota profitti e rendite, sia essa nazionale o straniera. Così come auspicata da questa riforma dell’assetto proprietario di Banca d’Italia. 


E se a difendere i diritti dei cittadini ci pensano “populisti da strapazzo” alla Grillo, che ignorano i fatti esposti in questo articolo e indicano nel taglio della spesa pubblica e nell’aumento delle tasse indirette (che colpiscono maggiormente i bassi redditi) rispetto a quelle dirette (che se applicate in maniera progressiva danneggiano gli alti redditi), le soluzioni per uscire dalla crisi, non abbiamo alcuna via di scampo. Non ci sono proprio più i “populisti” di una volta. Non c’è più la “sinistra” che tutela il salario e la dignità dei lavoratori. Non c’è più la “destra” che tiene alto l’orgoglio nazionale e la difesa delle libertà individuali. Siamo destinati ancora ad essere saccheggiati e svenduti agli stranieri. Fino a quando nel paese non ci sarà più un palazzo o una spiaggia da mettere all’asta al migliore offerente. Solo allora gli italiani si ridesteranno all’improvviso dal torpore e capiranno di essere stati raggirati dalla più grande manovra trasversale di attacco alle istituzioni democratiche del paese mai avvenuta in 150 anni di storia nazionale. Un’operazione trentennale portata avanti con la compiacenza di tutti, dei “presunti populisti”, dei “moderati di sinistra e di destra”, degli “estremisti integrati e funzionali al sistema”, dei “sindacalisti”, degli stessi “cittadini” che stremati dalla manipolazione mediatica hanno creduto davvero di fare il bene dell’Italia votando partiti di impostori e truffatori come il PD, Forza Italia, Scelta Civica, Movimento 5 Stelle. E’ ora di svegliarsi. E’ ora di crescere. E’ ora di ricostruire l’Italia e rifare gli italiani. Parola di un “vero populista”, orgoglioso di esserlo.



Un’ultima postilla prima di chiudere. Ho intitolato questo post “la più grande truffa del secolo”, ma in realtà il titolo più giusto sarebbe stato “la penultima più grande truffa del secolo”, perché nelle condizioni miserabili in cui ci troviamo, l’ultima riforma (o meglio truffa) che verrà attuata, la prossima, sarà sempre peggiore della precedente. Qualcuno avrà notato che la propaganda di regime nostrana (Santoro, Floris, Gruber, Gabanelli, Formigli, Fazio) ha cambiato repentinamente atteggiamento nei confronti del progetto globalista dell’euro, abbandonando ormai la ridicola censura e lasciando i propri ospiti parlare liberamente dei problemi derivanti dalla dittatura europeista. Ma con uno schema ben preciso e rodato da ripetere puntualmente in ogni occasione. Il giornalista-menestrello fa la domanda pilotata al proprio ospite competente (?) e preparato a dovere sull’argomento: “ma secondo lei è l’euro il problema dell’Italia e uscendo dall’euro saremmo salvi?” E poi attende in religioso silenzio la prevedibile risposta, mentre gli altri ospiti annuiscono soddisfatti: “sarebbe una catastrofe, un disastro, un salasso per lavoratori e pensionati, una patrimoniale secca dell’ordine del 30%, 40%, 50% (e perché no, anche 100%, tanto non esiste alcun contraddittorio che possa frenare l’impennata arbitraria dei numeri del terrore!)”. Ecco perché dobbiamo fare ancora di più in termini di divulgazione e informazione per smontare le tecniche mediatiche di manipolazione di massa di questi criminali. E volevo cogliere l’occasione per ringraziare l’amico e collega di ARS (Associazione Riconquistare la Sovranità) Fiorenzo Fraioli di Ecodellarete, che spende energie, tempo, denaro per filmare dibattiti, discussioni, forum che altrimenti passerebbero inosservati (come quello organizzato qui a Palermo il 22 novembre scorso). Noi ce la stiamo mettendo tutta per darvi qualche sprazzo di verità e spunto di riflessione in più, ma adesso tocca a voi dimostrare la vostra volontà di partecipazione e coinvolgimento. Se non riuscirete a mettervi in gioco personalmente, nel modo che riterrete più opportuno e consono alla vostra personalità ed esperienza, noi questo “gioco” non lo potremo mai vincere da soli.  Mobilitatevi!!! Muovetevi!!! Svegliatevi!!!           


52 commenti:

  1. Continuate a non vedere (forse per paura di dover dire: "cazzo.. io così intelligente e colto non c'ero arrivato!") il POTERE DI COLUI CHE PUO' CREARE MONETA. Sono un po' sbigottito, un po' frastornato, un po' SOSPETTOSO di questa cecità. Il signore che crea moneta ha ben altro INTROITO che 4 spicci (come dite voi - come dici tu Valerio). Con autocitazioni goliardiche, fatte per riderci su ma senza perdere di vista la didattica della Lotta, ho sempre detto che:

    «il signoraggio è il potere di vita e di morte che ha sul popolo colui che (1) emette moneta in (2) regime di monopolio e con (3) il supporto del corso forzoso in (4) una società inconsapevole. si elimina la schiavitù cambiando uno dei quattro punti. la buona notizia è che puoi scegliere il punto che vuoi. io ho scelto il (4) perché era il più facile..» [sandro pascucci, 2008]

    «Per essere più ricco di te non occorre che io abbia 1.000 e tu 50, basta che io abbia 0 (zero) e tu -20 (menoventi). Questo fa di me il tuo Signore. Il signoraggio è l'agio del «signore» e non il sacchettino di monete d'oro sotto al mantello del Re.» [sandro pascucci, 2006]

    E' tutto qui. Il resto è EGO.

    Il resto è non capire cosa c'è dietro il potere di manipolare, perfettamente allineati alla "LEGGE" però, stati patrimoniali, regole, nomine e articoli di giornale, libri scolastici e movimenti populisti, compresi gli ultimi SAPIENTONI CON LAUREA INCORPORATA.

    Tutti allegramente a denunciare questo o difendere quell'altro ma NESSUNO, neanche l'ARS, impegnati in strada. In strada.. per FARSI VEDERE, fisicamente, abbandonare per uno o due giorni comodi blog dai quali si PONTIFICA questa o quella "soluzione" (ah ah ah).

    Fanno bene i negazionisti a sfottere i signoraggisti e tutti quelli, te compreso Valerio, leggendo l'ultima tua riga, con l'inserimento di !!!!!!11111111111!!!! a fine di parole presumibilmente dette da complottari della domenica.

    Il signoraggio è l'aggio del signore, ed è lo male dello monno.

    Voi continuate a giocare con grafici e tabelline. E calcolatrice digitale, ovviamente.

    Ripeto: trovo SOSPETTO questo accanimento, questa derisione, questo snobismo, verso la BANCONOTA quando ella è (1) un mezzo didattico che ha GIA' RISVEGLIATO milioni di persone (dove eravate 10 anni fa, abbelli?! siete usciti da 4 mesi stanati col fumo della GRANDE CRISI!! abh!) e (2) rappresentante PERFETTA della MONETA, perno di tutto il Discorso che denunciamo.

    C'è qualcosa che non va.. c'è qualcosa di sporco ANCHE in voi che vi professate per il cambiamento.

    Chi non vede nella BANCONOTA un esempio sia didattico che concettuale che contabile (non è forse moneta legale? che forse Draghi non difende i pezzi da 500 euro? e allora?!) chi non vede questo è SPORCO.

    Rothschild docet.

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  2. "Tolta di mezzo la superficiale questione “signoraggista”,"

    come vi TRADITE, cavolo!! come vi fate scoprire!
    quanta ANSIA, quanta FRETTA, quanta BILE e autoreferenziale soddisfazione in quella frase!

    "VIA TU!! ORA COMANDO IO!!"

    addio.

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  3. un'ultima cosa..
    sei stato, sorprendentemente per me, intellettualmente disonesto oggi. come il signor rossi per fare spazio alla SUA MMT ha denunciato e bollato i signoraggisti come visionari complottari e poi si è messo lui sotto i riflettori (che i signoraggisti mai hanno preteso, ambito) per parlare di mali oscuri e gruppi internazionali che tramavano contro il popolo, bruciando così (intenzionalmente?) ogni collaborazione e sinergia e facendosi ODIARE (io personalmente non nutro tale sentimento. io schifo simili atteggiamenti) per sempre, lui e la SUA MMT, parimenti tu ora hai SCALZATO "la questione signoraggista", rea di occuparsi (ma solo dal tuo limitato punto di vista) di poche centinaia di miliardi a fronte di tutto il potere che invece c'è in giro ecc.. ma poi.. nel tuo articolo qui presente.. parli, in fondo, di 4 soldi!! qualche centinaia di milioni di euro qui.. 'mpar de miliardi di là (oltre la metà tornano allo Stato!).. e la chiami la grande truffa del secolo?

    che delusione valè!!

    w Rothschild! proprio viva il suo genio e la sua capacità di analisi psicologica del millennio!!

    c'è qualcosa che non torna.. o forse sì?

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    1. Sandro, forse non ci crederai ma io penso che tu sia una persona molto intelligente, talmente intelligente da non potere non capire frasi come queste:

      "perché credo fortemente che non sia tanto la proprietà del denaro la vera discriminante fra una democrazia compiuta e una dittatura di fatto, quanto l’utilizzo che viene fatto del denaro e della politica monetaria in genere. Una banca centrale può essere pure privata, ma se poi le sue scelte di politica monetaria vengono subordinate alle direttive che arrivano dal governo democraticamente eletto e indirizzate al benessere dell’intero paese, a me può stare pure bene che qualche “grasso banchiere privato” si ingozzi con le “briciole del signoraggio”

      "Nessun politico può imporre ad un governatore cosa fare e chiedere conto e ragione del suo operato, mentre la situazione opposta è incredibilmente ammessa: il governatore di Banca d’Italia o della BCE può indicare ai singoli governi quali sono le migliori (migliori per chi non è dato sapersi) ricette di politica fiscale ed economica da applicare nei rispettivi paesi (riforme del mercato del lavoro e del sistema pensionistico, privatizzazioni, liberalizzazioni, livello di pressione fiscale e mantenimento dei conti pubblici)"

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    2. Mi rifiuto di credere che tu non riesca a capire che la vera truffa sta nella autonomia e indipendenza delle banche centrali dai governi democratici e non nel semplice guadagno dei banchieri sull'agio di emissione. Anzi i banchieri centrali non solo sono svincolati dai governi, ma pretendono pure di dare loro i programmi da applicare ai governi, siamo al paradosso più completo. La questione dei proprietà privata di Banca d'Italia loro la giustificano sempre in termini di garantire maggiore autonomia e indipendenza ai banchieri, ed è proprio su queste due paroline che dovresti concentrare la tua attenzione: "autonomia" ed "indipendenza". Tralasciando per un attimo tutto il resto del tuo credo fideistico. Ho ripetuto più volte che la banca centrale pubblica tedesca e francese sono completamente PUBBLICHE, quindi a tuo modo di vedere Francia e Germania dovrebbero essere le nazioni più felici e democratiche del mondo...l'agio di emissione appartiene al popolo, giusto, il popolo è il signore!!!! E invece....e invece sono due nazioni intrappolate esattamente come noi nella gabbia monetaria, a causa di quelle due paroline famose "autonomia ed indipendenza"....
      La truffa a cui mi riferivo in questo articolo riguarda appunto il fatto che non solo Banca d'Italia è ormai definitivamente autonoma ed indipendente dal governo, ma neppure vuole concedere allo Stato le "briciole" che gli spettano, che intrappolati come siamo nella criminale morsa dell'austerità ci servirebbero eccome. Ma solo perchè siamo intrappolati nell'eurozona, in caso contrario quelle briciole sarebbero appunto inutili, rispetto alla possibilità di un governo democratico con pieno controllo della sua banca centrale di potere avere piena solvibilità del suo debito pubbico (quantunque enorme esso sia), pieno controllo dell'inflazione e dell'occupazione, "infinita" capacità di spesa per piani industriali, piani energetici, difesa del territorio e del patrimonio pubblico (l'unico vincolo a quella parola "infinita" è l'equilibrio dei conti con l'estero e la stabilità del valore di cambio della nostra moneta, perchè per i paesi stranieri la nostra moneta che tu tanto veneri non vale una cippa di niente, se con quella moneta non ci possono comprare nulla e non la possono scambiare nei mercati valutari senza perdere valore ad ogni secondo che passa)....spero di essere stato finalmente chiaro sul motivo per cui credo che sia l'utilizzo e la piena disponibilità della leva monetaria da parte dei governi democratici la vera discriminante, e non la proprietà di un pezzo di carta, che se non ha sotto un controvalore di scambio in prodotti, merci, lavoro, know how e capacità produttiva vale meno della carta igienica (il classico caso dello Zimbabwe ti dice nulla??? Come mai il dittatore dello Zimbabwe non è diventato ricco??? Eppure aveva anche lui l'agio del signore!!!! Era il padrone del mondo!!! E invece....e invece era solo un pezzente, che non aveva capito nulla di cosa significa coordinare la politica monetaria della banca centrale e la politica fiscale del governo, per migliorare gradualmente la struttura produttiva, l'autosufficienza, la sostenibilità economica del suo paese.....)

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    3. Per il resto, spero di vederti in mischia dal 9 dicembre in poi, quando ci saranno i blocchi in tutta Italia, perchè ti assicuro che io ci sarò, e sto già organizzandomi con i miei compagni di lotta...in quale blocco riuscirò a trovarti??? A Roma? A Milano? Dove sarai???? A me potrai trovarmi a Palermo, i luoghi esatti te li dirò dopo l'inizio dei blocchi, perchè per ora bisogna mantenere la più stretta segretezza...
      Sandro, credimi, hai sbagliato proprio persona, quando ti rivolgi a me considerandomi un sapientone con una laurea inutile in mano, che fa la guerra attraverso un computer, perchè non mi conosci e non sai nulla della mia storia e delle mie motivazioni....capisco che per te è diventato un lavoro andare nei blog dove si parla male della tua fede, del tuo credo, del "signoooooraggggio" (ohibò, ho i brividi solo a pronunciare questa parola), per difendere a spada tratta le ragioni di esistenza della tua setta, e ora hai messo nel mirino il mio blog, perchè hai capito che qui non c'è trippa per gatti....qui non si crede, ma si cerca di ragionare!!!! Qui non si tirano in ballo quattro citazioni ad effetto per parlare alla pancia delle persone, ma si cerca di mettere in moto il cervello per intavolare dei discorsi costruttivi su quello che si può e si deve fare oggi in Italia...quindi, fammi la cortesia, cambia aria, sparisci, perchè quantunque credo ancora tu sia una persona intelligente, credo altresì che tu sia troppo preso dalla foga di difendere la tua fede, il tuo credo, la tua ragione di vita, per fornire un contributo costruttivo al dibattito!!! Quindi addio e buona fortuna, ognuno andrà per la sua strada....tu continuerai a credere che la ricchezza di una nazione sia "saper stampare" banconote, e io continuerò a pensare che la ricchezza di una nazione sia "saper fare"....poi vaglielo a dire tu ai tuoi devoti che attendono ancora il reddito minimo di cittadinanza, che se non sapranno fare nulla, nessuno nel mondo gli venderà prodotti in cambio di una moneta carta igienica...e moriranno di fame come in Zimbabwe!!!!

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  4. Pascucci: hai rotto.
    Ci sono decine e decine di siti di dementi che credono a queste cose (un paio dei quali si dedicano a film pornografici), qui si parla semplicemente d'altro.
    Ringrazio Piero Valerio per la pazienza e la costanza dimostrata in questo ed altri frangenti.

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    1. meritate la schiavitù!!!

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    2. Cyrano, alla fine rimarremo solo due a difendere il libero ragionamento....chissà magari un giorno non troppo lontano verremo bruciati vivi a Campo dei Fiori come eretici!!!!...e il problema è che ad attizzare il fuoco saranno due bande di fanatici contrapposte: da una parte Draghi e i cultori dell'autonomia e dell'indipendenza della banca centrale, e dall'altra Pascucci e i fedeli del signoraggio...siamo messi proprio bene, non c'è che dire!!!!

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    3. Il mio maestro si chiamava Giovanni Gentile, ed è stato vigliaccamente ammazzato da criminali travestiti da patrioti.
      Mio nonno è stato quasi ammazzato dai suoi compagni di lotta.
      Mio padre tradito dal sindacato in cui ha militato per 30 anni quasi.
      Che vuoi che sia un semplice rogo per me...:)

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    4. Ma come sa di Troll qui intorno !!

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  5. 1. non puoi cacciarmi perché me ne so ito già da solo (tieè!)
    2. ti mando questo link per correttezza: http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?p=42366#p42366 e http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?p=42361#p42361
    3. cyrano: suka.

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    1. Suka.
      Credo sia latino, ed intende l'atto di espletare funzioni di carattere ricreativo utilizzando la propria bocca.
      Già fatto, grazie, Dr. Pascucci.

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  6. ah.. lo so.. ci ripensano solo i cosidetti c.. ma questa è divertente:
    il 9 dicembre parteciperai alla PUTTANATA del tipo ex lega veneta?!
    :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D

    poi è OVVIO che quando parlo di "banconota" tu prendi la bilancina e pesi la carta per determinare se costa 30 o 31 centesimi senza leggere un cazzo di ALTRO (sul Forum, magari?)!!

    ancora CREDI alle rivoluzioni lanciate da facebook?!

    io a Palermo vengo 3 o 4 volte l'anno, come privato e come PRIMIT..
    tu nelle piazze dove siamo noi quando vieni?!

    però almeno su una cosa siamo d'accordo: addio e ognun per sé.

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  7. Addio, addio, addio e stai sempre qua. VAI A STUDIARE!

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  8. su BANCA DORIA, a modo mio, il 30 novembre e il 4 dicembre- con l'usuale sintesi- ho affrontato il tema di questa
    macchinazione in fieri. Ho lanciato un " grido di dolore" che non sembra ricevere la dovuta attenzione che gli spetta.
    Vengono i brividi a pensare ciò la public company di Bankitalia può generare.GFC

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  9. sono nuova di questo sito , ho trovato l'art. completo esaustivo e semplice... e infatti per quanto riguarda la terza parte avevo cheisto a mattia corsini se con tale operazione non si finisse per spalmare a "piattina " eventuali perdite delle banche azionarie sul bilancio pubblico così come sempre fatto : mi ha risposto che l'operazione in sè è buona il pericoòo risiede nel fatto che queste azioni possono essere comperate ( o svedute dallestesse banche italiane per far cassa ) a istituti stranieri ! inoltre tu sottolinei il fatto che avendo queste banche diritto a un dividendo prestabilito , cio finirebbe vieppiù per aggravare il bilancio PUbblico : ritengo la risposta di mattia insufficiente in quanto l'avvio degli stress test poterbbero rivelare ciò che già si sopspetta , riaprendo la via a una ricapitalizzazione degli istituti da effettuarsi con lil bail-in ma anche con l'apertura azionaria ad istituti esteri.con ciò non scongiuarando la capture del capitale estero del nostro sistema bancario. Cioè mi pare in buona sostenza , che i crucchi se non potranno entrare dalla porta ( avendo l'operazione bisogno dell'avvallo della BCE ) entreranno comunque dalla finestra. in quanto ai commenti sopra non capisco la livorosa divisione rispetto a un propblema che è di tutti

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  10. l'ars aderisce allo sciopero nazionale del 9 dicembre ?

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  11. dal manifestino non si direbbe che l'ars prenda parte....

    http://sollevazione.blogspot.it/2013/11/9-dicembre-segnali-di-rivolta-di.html

    queste sono le sigle...

    pero Valerio i blocchi sono importanti,spero che la gente aderisca e capisca...e spero che si aggreghi ai blocchi e li ingigantisca fino ad arrivare a bloccare Roma, montecitorio e tutti i palazzi romani e magari anche la tv!!

    mmmmmm pero qui saremmo gia in fase di rivoluzione e cominceremmo ad avere l'esercito che spara addosso alla gente.....mmmmhhh forse ho volato un po troppo in alto....forse succedera solo che le conseguenze le risentiremo solo noi normali cittadini e lor signori saranno sempre al coperto infischiandosi completamente come al solito

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  12. Euritiano Fanatico
    Effettivamente, anch'io, un po' come Pascucci e con il massimo rispetto per il dott. Valerio, ho avuto l'impressione che nell'articolo si sia un po' minimizzato sui vantaggi degli Azionisti Banca d'Italia così che non ho potuto far a meno di chIedermi: "Ma insomma, dopo tutto, dove sarebbe questa maxi truffa?"
    Per un attimo ho quasi perso anch'io il bandolo della matassa, bandolo che in tanti arzigogolati giri di discorsi è facilissimo smarrire. La questione è semplice: la Banca Centrale di uno Stato non deve assolutamente appartenere a privati e non deve essere gestita da gente che nuota perennemente in acque tutt'altro, per dirla con Petrarca, "chiare e fresche e dolci...". In breve la Banca Centrale di uno Stato DEVE ESSERE NAZIONALIZZATA E GESTITA DIRETTAMENTE DAL TESORO.
    La questione è TUTTA QUI.
    E' il Re che deve essere SIGNORE della Moneta e nessun altro. Gli mancano forse i mezzi per arruolare e stipendiare un manipolo di scribi e stampatori? Cosa d'altro andare in cerca?!!!!

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  13. Il mafioso che spaccia eroina e guadagna 100 euri in realtà ne ha 75 perchè li deve lavare ma non pensa di essere truffato....
    Altro esempio. Sappiamo che se una banca fallisce al risparmiatore vengono garantiti 100k euri. Questo è come dire che che la banca prima viene nazionalizzata se fallisce e si socializzano le perdite danno a tutti almeno 100k e la banca diventa statale..dunque anche le quote che ha di banca Italia. Il ragionamento e si potrebbe parlare di truffa solo se la banca d'Italia non si fosse tenuta quel 5% che sembra ai meno avveduti, tanto bravi a fare conti, che la banca d'Italia sia totalmente privata...siiii nella gestione, che è stato meglio darla ai privati..che sanno fare utili più dei parassiti dipendenti statali.... finchè non arriva la tragedia della mal gestiore e del fallimento..per poi scoprire che nei trafiletti del contratto..tutto torna allo stato..cioè a noi...sveglia.

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  14. i media sono troppo impegnati con argomenti ben più importanti per parlar di questo...come le primarie PD di Von Renziek.

    cosa volete che conti la banca d'italia.

    questi stanno rendendo, consapevoli della prossima fine del loro regime, il paese un deserto il più in fretta possibile. non vogliono lasciarci più niente per ripartire dopo. niente. dobbiamo fermarli.

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    1. io non so che gioco fate. Ieri hanno detto che la crisi è finita. una settimana fa hanno certificato la fine della crisi in Spagna e ora anche in grecia che nel giro di pochi mesi tornerà ai livelli precrisi con un incremento di pil pari al 6 o 7% annuo.
      Per la spagna anche meglio, secondo le stime, sta già viaggiando ad un +12% annuo.
      Ma vi pagano per dire che va sempre tutto male?
      secondo me la situazione si risolve con l'ottimismo e aggiustando i problemi del paese e cioè privatizzare il prima possibile e ridurre i costi della politica. Se vogliamo una crescita rapida ed esplosiva come negli Usa o in Spagna occorre tagliare gli sprechi.

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    2. Forse pagano te, caro anonimo, per imbrattare il blog con dati da minculpop frutto di pura fantasia. La spagna sta già viaggiando con una crescita del 12%??? La Grecia con il 7%????

      Ma se lo stesso Governo spagnolo fa l'ottimista prevedendo una crescita positiva, per l'anno prossimo, di un misero (e tutto da verificare), 0,7 (= zero virgola sette) per cento!!!!

      http://www.finanza.com/Finanza/Notizie_Mondo/Altri_paesi_Europa/notizia/Spagna_rivede_al_rialzo_stime_crescita_Pil_2014_niente_rial-404876

      Cominciamo ad abbandonare i sogni e tornare alla realtà: per l'Italia, ci ha già (parzialmente) pensato l'ISTAT.

      http://www.termometropolitico.it/79820_listat-taglia-la-ripresa-saccomanni-replica-opinioni-diverse.html

      Sei disinformato e con gli occhi foderati di prosciutto....

      LARS.

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    3. Simplicius
      Quando parlano coram populo i "Responsabili ufficiali" (!!!) cercano di non dire bugie facilmente Sconfessabili. Non è stato detto che "la crisi è finita" ma che "la recessione è finita" Non credo sia la stessa cosa per dei "Tecnici" sperimentati. (da Sciascia: " Signori, non spaventatevi per una durata venticinquennale del contratto, sono solo cinque lustri"!!!).

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  15. Simplicissima mens
    La gente può credere che la "crisi" sia bella che conclusa, ma il termine "regressione" è di una polisemanticità stupefacente. "Una realtà di Regressione, si definisce con una specie di metodo, con cui, mediante un modello si vuole indagare la relazione statistica che intercorre tra due variabili, ad esempio, la relazione tra spesa e redditi. Mettiamo che, rispetto all"andazzo" , i salari cessino di diminuire e la spesa faccia altrettanto: la "regressione" sarebbe terminata! Il rapporto fra i due termini confrontati, salari e spesa cessa di variare e rimane costante. Ecco le "regressione" è finita. Che bella notizia: salari da fame e spesa da affamati.
    Vale a dire: più giù dell'inferno è difficile scendere: Poi: campa caval che l'erba cresce!!


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  16. Geremia
    Devo esprimere il mio particolare e positivo apprezzamento al dott. Pascucci per la lineare limpidità e univocità delle sue argomentazioni.
    Il Re che conia le proprie monete comanda sull'economia e fa gli interessi propri e del Regno; chi presta le proprie monete al Re comanda sul Re e fa gli interessi propri e della propria banca. Da cui si può evincere la differenza fra Banca Centrale nazionalizzata e Banca Centrale privatizzata.

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  17. Grazie all'autore Piero Valerio di questa "fotografia" dell'attuale momento economico. Una drammatica realtà nascosta dai "mainstream". La svendità della Nazione italiana, il suo impoverimento, la riduzione e imposizione alle future generazioni della "schiavitù del debito". Una " calcolata " perdita di Sovranità e di Democrazia !
    In questo articolo ho appreso un termine che non conoscevo: ruolo di Quisling.
    Quanti sono i "traditori" del "Bel Paese" e perchè lo sono? sono al Governo della Nazione? Come sono arrivati a essere "cooptati" in qusto ruolo istituzionale?
    Molti politici sono "Quisling", specialmente successivi alla morte di Aldo Moro, mi sembra siano servi fedeli del NWO e frequentatori del Club di Bilderberg: Europeisti convinti.
    Guardando il passato e la Storia, il percorso economico del "Regno d'Italia" e del suo "debito".
    Trovo risposte alle mie domande, sono un chiaro significato e filo conduttore che mi porta al ruolo della Massoneria Italiana. Ecco chi sono le "menti" e gli autori nascosti di queste "truffe" e perchè possono contare sulla totale impunità dei loro crimini.

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  18. Valerio non capisco: 1) perché l'Italia "sa fare" se prende la moneta in prestito e, viceversa, non "saprebbe fare" se emette moneta direttamente non indebitandosi con alcuno; 2) la domanda di Auriti " chi è il proprietario della moneta all'atto dell'emissione?" ti sembra senza importanza? 3) il punto in cui siamo non era già stato previsto da Auriti?: "Pagare un prestito di moneta con altra moneta presa a prestito è impossibile! Alla lunga si pagherà con i propri beni e con il lavoro non retribuito, ossia con la schiavitù!". Per eventuali risposte attenetevi ai 3 punti. Grazie

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  19. Robespierre
    I ragionamenti di Picone sono lapalissiani e tutto il dar contro ai cosiddetti "signoraggisti" mi rende perplesso. Ci sono infatti nelle prese di posizione su importati problematiche, delle specie di "nodi", delle svolte ricorrenti del pensiero che funzionano da"spie" per sapere da che parte sta una persona che discute. E' come la prova dell'acqua regia per saggiare l'oro o la cartina di tornasole per titolare il grado di acidità in una soluzione. Gli sfoghi di Sandro Pascucci sono chiarissimamente sintomatici e fanno riflettere seriamente, ma molto seriamente, fino al punto da proporre un interrogativo inquietante: ma da che parte sta il dott. Piero Valerio?

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  20. Ciao Piero! Una volta tanto mi trovo a dover dar ragione a Pascucci. La tua premessa ("non importa di chi è la Banca centrale o di chi è la proprietà della moneta... basta che chi ce l'ha la utilizzi BENE" - perdona la banalizzazione) non mi sembra nè utile al resto del discorso (infatti come vedi nei commenti ha devitao l'oggetto del contendere contrapponendo signoraggisti e non) ma oltretutto non è accettabile dal punto di vista politico. I sistemi politici dovrebbero essere tali da garantire, al di là della buona volontà o meno di chi li mette in pratica, dei meccanismi di controllo e di limitazione alle inclinazioni egoistiche e personali; altrimentim per ,o stesso motivo, potremmo anche dire che "non è importante che ci sia una democrazia, basta che il dittatore operi per il bene comune". Ma se viviamo nel mondo delle idee o deell'utopia, non serve neanche un governo: tanto vale che ognuno si adoperi, istintivamente e spontameamente, per il bene comune: a che pro stabilire delle regole i convivenza comune?

    Invece se preferiamo uandemocrazia ad una dittatura non è perchè QUEL dittaore è cattivo e ci farà stare male, ma perchè con una democrazia esistono (in teoria) dei meccanismi di controllo che cautelano il popolo contro gli eccessi di un governo.

    Alla stessa maniera, vogliamo (noi "signoraggisti") togliere il potere di emissinoe del denaro dalle mani dei privati non perchè SAPPIAMO PER CERTO che si comporteranno male e faranno i loro interessi contro la colelttvità, ma perchè vogliamo impedire che qualcuno, accecato da questo strapotere, ne venga tentato in maniera irreparabile.

    per il resto, ottimo pezzo, come sempre.

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  21. Racconto autobiografico dei miei venti anni nel movimento unificante del sedicente reverendo Sun Myung Moon: la Chiesa di Unificazione. Una ricognizione nel linguaggio connotato di plagio e autoplagio, che caratterizza la transazione interpersonale nei micro-culti mistici. Strategie “non profit” per riciclare delle rilevanti moli di denaro, provenienti delle questue filantropiche, in normali attività “full profit”. I segreti delle questue e delle vendite “porta a porta”. Interamente trasposto dal mio trascorso nell’impresa mistica più pittoresca della storia: la “setta di Moon”, ovvero... la truffa più ingegnosa della storia! Http://www.lasindromedelpiccolodio.com/ Dopo aver letto questo libro, le truffe moderne non avranno più segreti!

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  22. Ciao a tutti. È per prevenirli che la maggioranza dei prestatori di denaro è truffatori per la maggior parte. Vi dico perché lo ho vissuto. Lo hanno fuorviato più volte. Non credevo realmente più nella parola dei prestatori falsi prima che incroci il cammino della signora CINZIA Milani. mi ha conceduto il mio prestito di denaro di 4000 euro in meno di una settimana. Una somma che devo lui rimborsato entro 5 anni con un tasso di 2,5%. Grazie a lui ho potuto aumentare il mio piccolo commercio e gli sono étrenellement riconoscente per quella. Allora vegliate scrivergli al suo indirizzo qui di seguito se avete bisogno di prestito di denaro. Posso testimoniare che esistono ancora veri prestatori che hanno voglia di aiutare. Non esitate a contattarlo. È molto comprensivo. Posta elettronica: milanicinzia62@outlook.com

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  32. Nel 1981, io ed il suo coniuge ha emigrato dell'Italia verso Los Angeles, Stati Uniti, alla prosecuzione sognato d'americano.
    Mia moglie ed io, ogni due 26 anni all'epoca, erano arrivati California spiantati, non che parla bene la lingua inglese, e senza diplomi universitari.
    Erano determinati di fare fortuna nel settore del caffè, ma non è stato la mucca a latte che avevano previsto.
    Per tre anni, ho lavorato come cancelliere, pur aiutando una certa JEMES Karl portato alla giustizia ed a difendere il diritto, ed ho servito il diritto per unire la due fine. In seguito, una semplice osservazione ha suscitato un cambiamento monumentale nella loro direzione, cosa che finirà per rendere la coppia italiana molto fortunata.
    “Ho osservato che le persone che conducevano le più belle automobili erano tutte nel settore dell'abbigliamento„, io lo hanno dichiarato in un'intervista per il giornale nel 2009.
    Questa presa di coscienza ha portato la nostra coppia ad aprire un negozio di abiti che misurava 84 m ² a Los Angeles nel 1989.
    Contrariamente ai tre commerci falliti che avevano precedentemente occupato la posizione, si erano realizzati 700.000 $ di vendite nel primo anno.
    Dopo questo primo successo, hanno iniziato ad aprire nuovi negozi ogni sei mesi.
    Oggi, la catena americana di pret-a-porter realizza quasi fin da miliardi $ in vendite da partire di più da 350 negozi, e la famiglia ha una fortuna stimata a 3,1 miliardi $, secondo Forbes.
    Il mio dominio resta un'impresa familiare, con me, da servire come Presidente ed il mio coniuge come capo di merchandising. No. due ragazze svolgono anche un ruolo essenziale nella società. La maggiore, Valentina, gestisce il marketing, mentre Esther sorveglia gli elementi visivi del segno.
    “È importante che le mie figlie hanno la notizia di lavoro accanito realizzato da mia moglie e me in quest'impresa„, io hanno dichiarato al Times. Le loro figlie non sono le sole che si ispirano alla loro storia.
    “La nostra impresa distribuzione della speranza alla gente che viene qui con quasi nulla„, dò questa speranza all'immigrante senza nulla “e che è una ricompensa che mi rende modesta: il fatto che gli immigranti che arrivano America, un po'come la ho fatta, possono venire ad un negozio nel mio nome e sanno che tutto ciò è stato cominciato da un semplice immigrato italiano con uno sognato che oggi dà sousires ai disoccupati ed altri di fare qualcosa di migliori con un prestito.
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    “CHE DIO SIA AFFITTARE TUTTI I SECONDI DEL GIORNO ED IL RESTO DI IL NOSTRO QUANDO SI RESPIRA, AMEN.„

    Claudio TRANI

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